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REGIME DEMOCRATICO 2.0 condito con l'olio di ricino dell'ottimismo

QUANDO SI CALPESTA LA VOLONTA' POPOLARE DI 27.000.000 MILIONI DI ITALIANI, LA DEMOCRAZIA NON ESISTE PIU' ..... SI CHIAMA REGIME DEMOCRATICO, STATO DI POTERE O PEGGIO; DITTATURA.

http://www.beppegrillo.it/…/parlamento/pdf/5G5S_18.03.16.pdf

martedì 29 maggio 2018

Cambiamento addio? … Chi ha sbagliato: dove e perchè?


Partirei nell’analisi da un fondamentale assunto cosmico “a ogni azione corrisponde una reazione”……Rabbia e delusione. Queste le prime immediate reazioni -di pancia/istintive- al rifiuto di Mattarella del proposto ministro economico del nuovo governo …. su veto(?) di Salvini…..Ma ha sbagliato Mattarella o ….. c’è dell’altro che non si vuol vedere?

Riflettendo con più calma il giorno seguente (oggi) mi sono fatto una e più domande: Chi ha sbagliato e dove? ….. Perché questo governo del cambiamento (nella compagine, forzatura lessicale) non ha sortito effetti concreti ? ….Perché oggi ci troviamo (il movimento) da potenziale partner di una trattativa di riscatto sociale a (ex superato) nemico pubblico numero uno del potere costituito. Nemico da demolire con tutti i mezzi, spred e bombardamento finanziario inclusi.
Doveva andare così ?....o Noi, prima dell’inseguimento leghista, avevamo un’altra visione degli sviluppi di trattativa di potere ? …..Avevamo concordato (con questi potentati) e lasciato intuire un diverso approccio di confronto? ….

Personalmente credo di si !!!!....E credo anche sia stata chiara la disponibilità colta da manifesti plausi di interesse. …..Credenziali riconosciute internazionali e in parte nazionali, erano a fatica finalmente giunte in discussione. … Anche le city finanziarie e i centri di potere internazionali avevano/hanno bisogno di un’altra Italia. Di una Italia meno “fossile” in tutti i sensi che l’aggettivo esprime. …..(Stordire il gattopardo senza ammazzarlo è strategia al rimpiazzo nel gioco dei poteri internazionali)…. Anche per questo sembrava che tutto fosse in dirittura d’arrivo di tappa. Non la vittoria di giro, ma una prima tappa importante ….Poi è arrivato l’inseguimento al leghista in fuga e il sogno si è schiantato nei diktat dell’establishment, che come contro reazione, ha pressato con tutto il suo potere l’avvicinamento alla sala comando dell’unione giallo-verde.

Oggi, visti gli sviluppi della situazione, mi sentirei di dire “ve l’avevo scritto” anticipatamente che oltre certi limiti, il miraggio dell’istituzionalizzazione svaniva tra le dune dei capitali mondiali. …(Non ci vuole un genio per percepirlo, basta leggere tra le righe del quotidiano attraverso il filtro della storia passata).... E’ regola non scritta conquistare credibilità dentro un insieme di mediazione, moderazione e disponibilità alla trattativa. Chiunque approcci con fare contrastante, che non preveda spazi di manovra per il contraente, mette all’angolo l’avversario che reagisce con i mezzi a sua disposizione. E i mezzi a disposizione del sistema possono essere letali. Con il sistema devi trattare, non imporre. Come poi, nella vita di tutti i giorni è consuetudine. Il momento della formazione del governo, della condivisione di nomi e linee di azione politico-economica con il potere costituito, doveva inevitabilmente passare attraverso la mediazione e non attraverso l’imposizione. ….. Le conquiste in tutti i settori tecnico scientifici. Sono la somma di tentativi empirici e teorici susseguenti. Questa prassi della vita vale, e deve valere, per la conquista di porzioni di sovranità nazionale. Lo scontro diretto a testa china, contro il muro della gestione del potere, porta al pronto soccorso con le corna scornate.

Come scrive Beppe:
“…. L’establishment è riuscito a bloccarci? Ok, fa parte del gioco! Non siamo certo affetti dalla sindrome dell’adolescente ribelle che spera che, alla fine, il padre gli dia ragione…..”
In queste parole, il potere prende sembianze paterne, e questo poteva essere !!!!!
Invece siamo arrivati al dunque (Noi e i potentati), in piena confusione. Dove la nebbia aumenta e non si comprende più nulla…..

E’ Salvini che voleva andare a votare?....I poteri forti hanno atteso il momento opportuno per sferrare il Knockout ? …… L’establishment europeo (Draghi incluso) non gradivano neppure l’ombra di una uscita dall’euro, della messa in discussione del sistema europeo?….. Ma il Presidente della Repubblica non ha potere di veto sull’approvazione di qualsiasi legge ? …..Salvini perché sceglie di non appoggiare lʼimpeachment ? …. La prima dichiarazione che NON c’è stata è quella di Salvini, a seguire il movimento sulla richiesta di messa sotto accusa del Presidente della Repubblica…(comunque si intenda questa iniziativa)…E questo ha rafforzato i miei dubbi che del doppio-giochista Salvini (zodiacale pesci), era meglio non fidarsi. Già alla sua primi riconferma della vicinanza a Mister B, con il Movimento in direzione PD, era lampante la non affidabilità del verde leghista.
Quello che è successo era quello che NON doveva succedere. La colpa NON è di Mattarella stretto nel suo ruolo di mediatore. La colpa è della strada percorsa in tutta fretta dal Movimento ammucchiato a un rivoluzionario a caccia di potere. Il nostro premier incaricato doveva alzare le antenne d’allarme molto prima. Almeno prima di far ripiegare il consenso verso il suadente Salvini, che oggi sembra aver portato nelle casse della Lega quel tre percento che mancava al centro destra.

Era stato fatto -in questi anni dal Movimento NON dalla lega- un eccezionale capolavoro di mediazione tra potere e istanze dei cittadini italiani verso l’istituzionalizzazione del movimento.
Poi …..L’Ago della bilancia è finito dritto dentro un piatto della bilancia stessa….(ERRORE) …..Trascinati dall’inseguire istanze che non appartengono al movimento.
La forza della mediazioni messa in pratica aveva portato gran parte della popolazione dalla parte della visione del movimento. La voglia di moderazione, accompagnata a una decisa voglia di rivendicazione sociale, era il mix giusto per cercare vie di fuga da una condizione di sudditanza durata secoli.   

Cosa intendo per istituzionalizzazione del movimento ?....Un cosa molto semplice: evitare di prendere il coltello dalla parte della lama, visto che tutti siamo consapevoli che la lama taglia, e quella di potere -particolarmente affilata- può ferire profondamente….. Io ho conosciuto il potere locale di una parte rilevante di quelli che contavano e contano nella nostra città (post 78) e ho compreso nel tempo che margini di scambio possono sempre esistere. La contrapposizione non porta a nulla. Il tentativo di dialogo, vedute e necessità opposte, possono giungere a conciliazione. Anzi devono giungere.

E adesso ? ……. Adesso dobbiamo ritrovare la nostra credibilità e forza di mediazione anche prendendo le distanze dai leghisti e dalle loro inutili arrembate al vascello del potere. Se il Salvini vuole contrapporsi e pigliare il coltello dalla parte della lama lo faccia pure. A suo rischio e pericolo. L’imposizione, da qualunque parte arrivi, non è il tragitto verso la convivenza civile. Noi siamo stati e saremo sempre, per una istituzionalizzazione della forza politica del Movimento, memori delle passate disfatte rivoluzionarie rosse e nere.

Come al solito Buon Lavoro …e….. Ad maiora.  


 beppe grillo dario fo gianroberto casaleggio


 di maio di battista

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