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REGIME DEMOCRATICO 2.0 condito con l'olio di ricino dell'ottimismo

QUANDO SI CALPESTA LA VOLONTA' POPOLARE DI 27.000.000 MILIONI DI ITALIANI, LA DEMOCRAZIA NON ESISTE PIU' ..... SI CHIAMA REGIME DEMOCRATICO, STATO DI POTERE O PEGGIO; DITTATURA.

http://www.beppegrillo.it/…/parlamento/pdf/5G5S_18.03.16.pdf

venerdì 4 dicembre 2015

L’ideologia armata dal potere e le analogie tra crisi economiche e guerre.



Esiste un legame tra crisi economiche  e guerre ?

Accenni alla concatenazione di questi due momenti di convivenza comune, ritornano frequenti nei dibattiti, negli approfondimenti culturali e nelle analisi di approfondimento economico-militare. La cronologia storica vede una soluzione di continuità tra cicli economici di pace e di guerra. …. Una depressione crea le condizioni per la depressione successiva che a sua volta, crea le condizioni ottimali per rivendicazioni militari. Un modello che si avvita su se stesso da secoli ….  Questa inquietante cronologia, raccontata nei libri si storia, dialogata, sussurrata, dibattuta ….. certifica che spesso le crisi economiche, sfociano in guerre locali, territoriali o mondiali. … Possiamo dirci tranquilli rispetto al futuro prossimo ? ….. La realtà dei dati in nostro possesso e la situazione geo-politica internazionale, non promette nulla di buono. I segnali di fumo nero tra un continente e l’altro, tra una fetta di pianeta e quella confinante, tra opposte religioni, sono preoccupanti. La crisi conclamata, unita alle disuguaglianze crescenti, aumenta la distanza tra la minoranza dei benestanti e la maggioranza delle fasce deboli,  acuendo l’attrito tra ingranaggi di uno stesso meccanismo. L’aumento dei milioni di disoccupati, senza reddito, o quasi, provoca l’infoltimento della base di consenso per nazionalismi intransigenti, per rivendicazioni cruente. Le conflittualità sparse, in lotta per il loro destino, descrivono un quadro di forte e pericolosa instabilità. La confusione tra milizie, gruppi armati, ex eserciti militari, tribù tribali, signori della guerra, potenze internazionali prepotenti, promettono un puzzle alquanto complicato.   
Tornando all’economia, la ragion d’essere, il punto di partenza di tutti i disastri economici passati e presenti, confluisce sempre nella stessa direzione …. verso quella confederazione di stati del nord America, gli Usa, detentori unilaterali dello strumento utilizzato per gli scambi commerciali internazionali. Sono loro che hanno il coltello dalla parte del manico, che stampano i dollari, moneta imperante per un imperialismo monopolizzate.  

Interconnessioni delle crisi …….. gli step, il cammino verso la guerra.
Speculazione finanziaria, crescita artificiosa, scarsa qualità dei titoli scambiati, panico generalizzato di un futuro incerto, crollo finanziario,  perdita della fascia sociale borghese, calo consumi beni durevoli, sovrapproduzione,  eccesso di offerta rispetto alla domanda, rapidità di propagazione della crisi, aumento della disoccupazione, limitato potere di acquisto della classe operaia, calo dei consumi beni durevoli e primari, staticità dell’intero sistema economico legato agli stati uniti, perdurare della crisi nel tempo, depressione economica, aumento dei dazi doganali a difesa delle produzioni interne, guerra commerciale, guerra militare. 

Coincidenze inquietanti
-Grande depressione (1873-1895).
Prima guerra mondiale - (1914 – 1918)

-La crisi finanziaria del 1929
Seconda guerra mondiale – (1939 -1945)

-Crisi finanziaria e recessione del 2007
????????  speriamo che le coincidenze non coincidano.  

Tutto ciò e sempre casuale ? …… Credo di No ! …….  Penso sia tutto pilotato o accompagnato nella direzione del prevalere della negazione alle richieste montanti di maggiore democrazia e diritti civili da parte delle popolazioni. O anche, siano in atto rivendicazioni di indipendenza e di sovranità popolare. Non si può dire casuale, occasionale, l’incrocio tra atti di terrorismo e l’approssimarsi di elezioni per la scelta dei rappresentanti di governo. Quello che ho notato nell’evoluzione delle dinamiche di formazione delle forze che si apprestano a gestire il potere è un puntuale sconvolgimento della quotidianità. Alla tranquillità si sostituisce la paura, alla cultura si sostituisce l’aberrazione, alla pace si sostituiscono le guerre, al pensiero filosofico si sostituisce quello militare, all’intelligenza collettiva si sostituisce la propaganda.     
In questi contesti gli attentati terroristici, rientrano negli effetti collaterali di una forzatura antidemocratica. Parafrasando Pasolini “io so, ma non ho le prove”.   

La soluzione ?
Esiste solo una soluzione, la sostituzione, il superamento del modello capitalistico attuale, con un modello alternativo antisistema, che metta al centro la collettività.

 

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