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REGIME DEMOCRATICO 2.0 condito con l'olio di ricino dell'ottimismo

QUANDO SI CALPESTA LA VOLONTA' POPOLARE DI 27.000.000 MILIONI DI ITALIANI, LA DEMOCRAZIA NON ESISTE PIU' ..... SI CHIAMA REGIME DEMOCRATICO, STATO DI POTERE O PEGGIO; DITTATURA.

http://www.beppegrillo.it/…/parlamento/pdf/5G5S_18.03.16.pdf

domenica 8 marzo 2015

APPELLO A 5 STELLE > ACQUA E PARTECIPATE


Parlamentari / portavoce : Come riappropriarsi  del servizio acqua  ?

Con la vendita delle partecipate misto pubblico / privato le concessioni di gestione dei  servizi idrici -oggi parzialmente “pubbliche”-  finiranno completamente nelle mani delle spa private. ………….Chiedete che almeno accettino il compromesso di scorporare la gestione dei  servizi idrici dalle trattative di vendita delle quote comunali ai privati.
Ragionando pensando a Hera (e similari) colosso partecipato dai comuni emiliano romagnoli, multiutility dei servizi distribuzione gas, luce, acqua.
Un possibile compromesso che liberi l’acqua dai privati potrebbe essere : ………
I comuni cedono le proprie (nostre), quote pubbliche dei servizi gas e luce
e i signori azionisti privati accettano lo scorporo della gestione del sevizio acqua, comprese le strutture e il personale addetto.
Scellerato pensare di risanare i bilanci comunali con i quattro spiccioli che oggi entrerebbero nelle casse dei comuni. Una speculazione che nessun cittadino ha autorizzato e autorizzerebbe. Che il podestà Merola si venda la roba di casa sua e non quello che appartiene ai cittadini emiliano romagnoli. Vada a fare i suoi saldi di fine austerity, al suo paese, Santa Maria Capua a Vetere, provincia di Caserta, li può vendere quello che vuole, sempre che i suoi concittadini lo consentono.  
La vendita delle quote, deve seguire, una valutazione proporzionale al valore del singolo servizio, immaginando che quello acqua, sia meno remunerativo dei servizi gas e luce.    
La macchina del servizio rimane in funzione e le bollette acqua continuano a pagare il sevizio le strutture e il personale. Gli azionisti privati acquisiscano la parte gas e luce e mollino l’acqua.
I servizi di gestione idrica siano poi affidati a dei consorzi di comuni totalmente pubblici, (esempi di consorzi di comuni perfettamente funzionanti esistono già) con obbligo del reinvestimento degli utili, nelle manutenzioni ordinarie, straordinarie e di ammodernamento delle strutture.  ……… esempio : sostituzione delle tubazioni presenti in  cemento/amianto. ……… soprattutto ora che è disponibile il processo chimico di recupero dell’amianto, come segnalato dal Blog di Beppe nel passaparola di  Norberto Roveri
Solo una gestione pubblica può mettere mano  alla sostituzione delle tubature cemento/ amianto, nessun privato sarebbe disposto a prendere in esame tale progetto, senza prevedere aumenti delle bollette insostenibili per i cittadini.

Se è intenzione dei comuni, trattare con i privati per vendere quote pubbliche, ovvero di proprietà dei cittadini italiani ……. allora comuni e privati devono anche trattare con i cittadini italiani, che con il referendum hanno ORDINATO ai governanti di turno -con forza-, che l’acqua bene comune rimanga pubblica, …….  gestita  da enti pubblici e non privati, fuori dagli utili di azionariato ……. La questione acqua sta passando -purtroppo-  in secondo piano, scavalcata dalle mille follie non prioritarie di questo governo.   

Se si vuole risanare e riqualificare la struttura di trasporto dell’acqua, serve una gestione pubblica attenta e oculata e, per essere attenta e oculata, deve uscire fuori dalle grinfie della politica, ……. Una gestione al servizio dei cittadini e non dei partiti (situazione attuale), queste sono le vere riforme di cui il paese ha bisogno e che i governi dovrebbero mettere in cantiere. Il resto sono interessi privati e scippi di sovranità irreversibili ordinati dall’Europa.

PARLAMENTARI E PORTAVOCE A 5 STELLE,  FATEVI SENTIRE E PROPONETE VOI ALTERNATIVE , PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI ………. NON MOLLATE
Un abbraccio da bologna

acqua pubblica bene comune

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