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REGIME DEMOCRATICO 2.0 condito con l'olio di ricino dell'ottimismo

QUANDO SI CALPESTA LA VOLONTA' POPOLARE DI 27.000.000 MILIONI DI ITALIANI, LA DEMOCRAZIA NON ESISTE PIU' ..... SI CHIAMA REGIME DEMOCRATICO, STATO DI POTERE O PEGGIO; DITTATURA.

http://www.beppegrillo.it/…/parlamento/pdf/5G5S_18.03.16.pdf

mercoledì 5 novembre 2014

"CASETTE DELL'ACQUA"


è bene chiarire cosa significa veramente questo moderno distributore automatico d’ acqua. che comincia ad apparire nelle “nostre” piazze. Un distributore che si pone come sostituto di un servizio solitamente reso dal comune, ovvero: da tutti noi, per tutti noi, …… un servizio pubblico......
La mia personale posizione è che l’acqua è un bene pubblico o bene comune,di tutti noi inalienabile e non commerciabile, al contrario di chi pensa che sia il petrolio del futuro, ma quale futuro, lo è già da tempo, visto che c’è chi fa business sulle sorgenti di acqua pura dei nostri monti. Con quale remunerazione poi !!!!, per i comuni che cedono i diritti di sfruttamento ?????.......perennemente in lotta con queste società gestionali ……… Lo stesso discorso vale per i diritti di sfruttamento pagati dalle aziende estrattive (cave miniere ecc) risorse pubbliche di tutti noi.….tariffe da miseria per margini da nababbi. ……. Tornando all’acqua, sono testimone oculare diretto della assurda situazione che coinvolge alcuni paesi del nostro Appennino ricchi di sorgenti naturali, costretti ad essere, nel periodo estivo, riforniti d’acqua con delle autobotti ……… Mi chiedo: possibile che il territorio dove l’acqua nasce, rimanga senz’acqua ? ……… E’ un assurdo che nasconde qualche “disfunzione” del sistema di gestione dell’acqua …….. L’acqua non deve entrare nella catena della commercializzazione, non deve creare utili, può essere, captata, regimentata trasportata, filtrata, depurata, servita ai cittadini che ne sono i proprietari con un acquedotto pagato dai cittadini, ……. ma non deve fare utili, se un surplus di contabilità esiste da queste operazioni, deve rientrare totalmente a favore della cittadinanza. Gli utili vanno reinvestiti e non spartiti con dei privati. Per la gestione dell’acqua serve una onlus senza fini di lucro, i capita li investano nelle caramelle, nelle cravatte, nella moda ………. Per l’acqua non devono esistere compromessi ……..la soluzione: io mi occupo del’acquedotto, della rete idrica, investo capitali e chiedo un margine di guadagno sul capitale investito non è accettabile, non è la filosofia che segue il bene dei cittadini, ……. Come non può esistere che un consorzio di comuni, come nel nostro caso, decida di gestire l’acqua insieme a dei privati che chiedono un ritorno sull’investimento, ………. Caro comune, fai il tuo consorzio fra comuni, fra operatori pubblici, crei una struttura di persone e mezzi che si occupi della gestione, che tutti noi ben volentieri pagheremo, ma sia chiaro nessun poltronificio, …… stabilendo poi la regola che quanto pagato dai cittadini con le bollette, sia a “saldo zero” (che non c’entra con il “saldo zero” del PSC che non si capisce cosa ci voglia comunicare) qui il saldo zero vuol dire zero utili, …….. Per Mourinho zero tituli…..per noi zero utili.
Sulla questione ” casette dell’acqua “serve una riflessione attenta, non superficiale ………
Queste “casette” il cui nome sembra tanto voler ricordare il felice paese di Alice della Meraviglie, della spensierata Heidi o degli imbranati Puffi blu, deve far riflettere, ……. per me una scelta non casuale, queste “casette” come zuccherosamente soprannominate dai suoi ideatori, …….. avvicinano, contaminano, subdolamente due concetti contrastanti, la gratuita dell’acqua non trattata, come riportato dall’azienda, e la remunerazione per l’acqua trattata, gassificata, a pagamento ………. Dobbiamo chiederci è corretto che tu azienda mi proponi di trattare la mia acqua ? di creare una remunerazione sul bene pubblico acqua ? Gli interessati a questa sottile operazione hanno tenuto a precisare che nessun utile è previsto dalla gestione, tutti gli introiti verranno destinati alla gestione del servizio, in poche parole quello che si paga con la trattata, quella col gas, compensa il servizio , ……… (che spetta al comune), ……… della non trattata, ……. ma questo sottintende che per avere un’acqua non trattata ovvero il servizio pubblico della vecchia fontana …… caro cittadino, …. ti devi beccare un’acqua trattata, la commercializzazione, scordati la tua vecchia e cara fontanella senza etichette aziendali, le sponsorizzazioni regnano sovrane, riconducendo tutto al consumismo come metodo di sfruttamento delle persone e delle risorse.
La “casetta dell’acqua” effettivamente, non nasce per fare utili, nasce per far passare un concetto, per abituarci a una nuova consuetudine, qualcosa che sostituisce la visione precedente con una nuova abitudine, dolcemente senza choc traumatici, ti ci trovi dentro senza accorgertene.
Ripeto superficialmente a qualche ingenuo, in buona fede, non voglio offendere nessun , può sembrare una operazione di utilità pubblica, ma ricordiamoci chi è dietro a questa operazione ? Il merchandising estremizzato calibra attentamente le sue proposte, …….Il caso, la casualità, non fanno parte delle scelte di una azienda altamente strutturata.
Detto ciò, siamo veramente favorevoli alle mielose “ casette dell’acqua ” ? Siamo disposti a cedere il nostro bene comune di nome acqua ? O forse è meglio la vecchia fontanella libera da simboli, loghi e patacchini, totalmente di nostra proprietà ? Non dimentichiamo che la “casetta dell’acqua” dei puffi, non è dei puffi, ma di un ente misto: pubblico / privato.


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